Una ragazza vestita semplicemente viene giudicata appena entra in una gioielleria di lusso. Ma il proprietario riconosce il medaglione che porta al collo e riemerge un segreto nascosto da decenni.

— Per favore, non tocchi quella collana.

Giulia ritirò immediatamente la mano.

— Volevo soltanto guardarla.

La commessa la osservò con diffidenza.

— È un pezzo molto prezioso.

Giulia fece un passo indietro senza discutere.

Proprio allora si aprì la porta dell’ufficio.

Il proprietario della gioielleria, Lorenzo Bianchi, uscì con alcuni documenti.

Stava per parlare quando notò il piccolo medaglione al collo di Giulia.

Si bloccò.

— È… impossibile…

Giulia lo guardò confusa.

— Che cosa?

Lorenzo si avvicinò lentamente.

— Dove hai preso quel medaglione?

Giulia lo strinse tra le dita.

— Era di mia madre. Me lo ha lasciato quando ero piccola.

Il volto dell’uomo impallidì.

Lorenzo tornò nel suo ufficio e aprì un vecchio cassetto chiuso a chiave.

Ne estrasse una fotografia ingiallita.

Giulia trattenne il respiro.

Nell’immagine appariva una giovane donna che portava esattamente lo stesso medaglione.

— Quella è mia madre…

Lorenzo annuì.

— Elena Ferri. La conoscevo.

— Come conosceva mia madre?

Lorenzo girò la fotografia.

Sul retro c’era una frase scritta a mano da suo padre:

«Se un giorno sua figlia tornerà con questo medaglione, consegnale la busta.»

Giulia rimase immobile.

Lorenzo prese dallo stesso cassetto una vecchia busta sigillata.

Sopra c’era scritto il nome di Elena.

— Mio padre mi ordinò di conservarla e di non aprirla mai.

— Da quanto tempo è qui?

— Quasi trent’anni.

La commessa, che pochi minuti prima aveva giudicato Giulia dai suoi vestiti, ora osservava tutto senza dire una parola.

Giulia prese lentamente la busta.

— Perché vostro padre stava aspettando proprio me?

Lorenzo abbassò lo sguardo.

— Credo che dentro ci sia la risposta.

Giulia non guardava più i costosi gioielli nelle vetrine.

Era entrata lì per osservare una semplice collana. Ora teneva tra le mani una lettera rimasta chiusa per trent’anni, pronta a rivelarle ciò che sua madre non le aveva mai raccontato.

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