tava solo attraversando la strada di fretta…ma quando vide il nome scritto su quella vecchia scatola, un segreto nascosto da sua madre tornò improvvisamente alla luce.

Laura camminava velocemente in mezzo alla folla.

La strada era piena di rumori: auto che passavano, passi frettolosi, voci lontane e il vento leggero che attraversava la città. Lei guardava continuamente l’orologio, come se non avesse nemmeno un minuto da perdere.

Era elegante, ma il suo volto mostrava stanchezza.

All’improvviso, un anziano si mise davanti a lei.

Si chiamava Vittorio. I suoi vestiti erano consumati, le mani gli tremavano, e il suo viso sembrava stanco, ma nei suoi occhi c’era una determinazione profonda.

“La prego… solo un minuto…” disse con voce debole.

Laura sospirò, infastidita.

“Mi dispiace, non ho tempo,” rispose, cercando di superarlo.

Ma proprio in quel momento il suo sguardo cadde sulla piccola scatola che l’uomo teneva tra le mani.

Era vecchia, graffiata, rovinata dal tempo.

Sopra c’era un nome scritto a mano.

Laura si bloccò.

Il suo volto cambiò all’istante.

L’impazienza sparì. Al suo posto arrivarono shock, paura e un’emozione che non riuscì a nascondere.

Sussurrò:

“Dove l’ha presa?”

Vittorio la guardò in silenzio.

Poi aprì lentamente la scatola.

Laura trattenne il respiro.

Dentro c’era un piccolo oggetto misterioso, parzialmente nascosto, ma abbastanza visibile da farle riempire gli occhi di lacrime.

Vittorio disse piano:

“Tua madre mi aveva chiesto di dartelo un giorno.”

Laura rimase immobile.

Per anni aveva creduto che sua madre si fosse portata via certi segreti per sempre. Aveva smesso di fare domande. Aveva cercato di andare avanti.

Ma ora, in mezzo a una strada piena di gente, uno sconosciuto le stava mostrando una vecchia scatola con un nome che non avrebbe mai pensato di rivedere.

Le mani iniziarono a tremarle.

Guardò di nuovo l’oggetto dentro la scatola.

Qualcosa in esso apparteneva alla sua infanzia.

Qualcosa che sua madre non le aveva mai spiegato.

Qualcosa che le era stato nascosto troppo a lungo.

Con voce spezzata, Laura chiese:

“Che cosa mi ha nascosto mia madre?”

Vittorio abbassò lo sguardo.

Non rispose subito.

E quel silenzio fece più paura a Laura di qualsiasi risposta.

La città continuava a muoversi intorno a loro.

Ma per Laura tutto si era fermato.

Perché in quel momento capì una cosa:

quell’incontro non era un caso.

Il suo passato l’aveva appena ritrovata.

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