L’aeroporto di Roma era pieno di viaggiatori, ma l’atmosfera rimaneva sorprendentemente tranquilla.
Matteo Rinaldi, un noto imprenditore, si stava dirigendo verso il suo gate quando una vecchia fotografia scivolò dal taccuino che teneva sotto il braccio e cadde sul pavimento.
Lui non se ne accorse.
Un bambino di circa otto anni, in attesa con la zia, raccolse la foto e gli corse incontro.
«Signore… questa donna assomiglia alla mia mamma.»
Matteo si fermò immediatamente.
Prese la fotografia con delicatezza.
L’immagine ritraeva Chiara, la donna che aveva amato molti anni prima e che credeva di non rivedere mai più.
Con la voce rotta dall’emozione domandò:
«Tu conosci questa donna?»
Il bambino indicò timidamente la zona delle sedute vicino ai gate.
«È laggiù.»
Proprio in quell’istante l’altoparlante annunciò:
«La signora Chiara Bianchi è pregata di presentarsi al gate ventidue.»
Matteo sentì il cuore accelerare.
Seguì lo sguardo del bambino e vide una donna seduta vicino alla vetrata.
Nonostante gli anni trascorsi, la riconobbe subito.
Anche Chiara lo vide.
Rimase immobile, incredula.
Dopo qualche secondo si avvicinò lentamente.
«Matteo…»
Lui sorrise appena.
«Pensavo che fossi sparita senza voler più avere notizie di me.»
Chiara abbassò lo sguardo.
«Io ho sempre creduto che fossi stato tu ad andartene.»
Sedettero uno accanto all’altra.
Chiara raccontò di avergli scritto molte lettere dopo la loro separazione, senza ricevere mai una risposta.
Matteo, invece, aveva ricevuto la falsa notizia che Chiara si fosse trasferita all’estero con un altro uomo.
Con il tempo scoprirono che era stato il padre di Matteo, contrario alla loro relazione, a intercettare la loro corrispondenza e a far credere a entrambi di essere stati abbandonati.
Matteo guardò il bambino.
«È tuo figlio?»
Chiara sorrise.
«No, è mio nipote. Si chiama Tommaso. Oggi viaggiamo insieme per raggiungere mia sorella.»
Matteo provò un misto di sollievo e rimpianto.
Avevano perso molti anni a causa di una menzogna.
L’ultimo annuncio per l’imbarco interruppe il silenzio.
Matteo prese coraggio.
«Possiamo ricominciare a conoscerci?»
Chiara rimase qualche istante in silenzio.
Poi annuì.
«Non possiamo cambiare il passato, ma possiamo scegliere cosa fare del tempo che ci resta.»
Si scambiarono i numeri di telefono prima di salire sui rispettivi voli.
Nei mesi successivi iniziarono a sentirsi ogni giorno.
Matteo ridusse i suoi impegni di lavoro per poter trascorrere più tempo con Chiara.
Riscoprirono lentamente la fiducia che avevano perso tanti anni prima.
Tommaso amava raccontare che tutto era iniziato con una fotografia caduta per caso sul pavimento di un aeroporto.
Chiara, invece, diceva sempre che non era stato il caso.
Era stata una seconda possibilità che entrambi avevano finalmente avuto il coraggio di cogliere.