Igor pretende che Tanya venda l’appartamento lasciatole dal padre, mentre sua madre insiste: «In famiglia tutto si condivide». Ma quando lui minaccia il divorzio, Tanya accetta e comincia a preparare la sua valigia.

La conversazione iniziò in cucina.

Sul tavolo c’erano alcuni documenti relativi ai debiti di Igor.

Tanya teneva una tazza tra le mani quando suo marito disse:

— Dobbiamo vendere il tuo appartamento.

Tanya alzò lentamente lo sguardo.

— Il mio appartamento?

— Quello che hai ereditato da tuo padre.

— Perché dovrei venderlo?

Igor indicò i documenti.

— Per pagare i miei debiti.

Tanya rimase in silenzio per qualche secondo.

— I tuoi debiti.

— Siamo sposati. I miei problemi sono anche i tuoi.

La madre di Igor intervenne immediatamente:

— In famiglia tutto si condivide. Devi aiutarlo.

Tanya la guardò con calma.

— Aiutare mio marito è una cosa. Vendere ciò che mio padre mi ha lasciato è un’altra.

Igor sospirò irritato.

— È solo un appartamento.

L’espressione di Tanya cambiò.

— Per te forse.

— Più avanti ne compreremo un altro.

— Con quali soldi?

Igor non rispose.

Tanya guardò nuovamente i documenti.

— Come hai accumulato tutti questi debiti?

— Non è importante.

— Se vuoi che venda il mio appartamento per pagarli, è molto importante.

La suocera scosse la testa.

— Mio figlio sta attraversando un momento difficile. Una moglie dovrebbe sostenerlo.

— Posso sostenerlo senza perdere la proprietà che ho ereditato.

Igor perse la pazienza.

— Quindi non lo venderai?

— No.

— Pensaci bene.

— L’ho già fatto.

Igor la fissò.

Poi pronunciò lentamente:

— O vendi l’appartamento, oppure divorziamo.

Nella cucina calò il silenzio.

La suocera sembrava certa che Tanya avrebbe ceduto.

Tanya guardò Igor per qualche secondo.

Poi rispose:

— Va bene. Divorzio.

Igor rimase immobile.

— Cosa?

Tanya si alzò.

— Mi hai dato due possibilità. Ho scelto.

Uscì dalla cucina.

Pochi minuti dopo tornò con una grande valigia.

La posò a terra e la aprì.

Igor la guardò confuso.

— Che cosa stai facendo?

— Preparo le tue cose.

— Le mie?

Tanya tornò in camera e prese alcune camicie di Igor.

Poi i pantaloni.

Le scarpe.

I suoi effetti personali.

Igor la seguì.

— Tanya, fermati.

— Perché?

— Non pensavo che avresti accettato davvero il divorzio.

Lei si fermò.

— Allora non era un ultimatum. Era un tentativo di costringermi a vendere l’appartamento.

Igor non rispose.

La suocera si alzò indignata.

— Non puoi mandare via mio figlio!

Tanya continuò tranquillamente a preparare la valigia.

— È stato lui a scegliere il divorzio.

Igor la guardò incredulo.

— Ma io dove dovrei andare? Non ho niente.

Tanya si voltò verso sua suocera.

La indicò con calma.

— A casa di tua madre.

La donna rimase immobile.

Tanya aggiunse:

— Ha appena detto che la famiglia deve aiutare i suoi membri.

La suocera protestò immediatamente:

— A casa mia? Non ho spazio!

Tanya alzò leggermente le sopracciglia.

— Strano. Poco fa diceva che in famiglia tutto si condivide.

La donna non trovò risposta.

Igor cercò di intervenire:

— Tanya, sii ragionevole. Vivo qui anch’io.

— Vivi qui. Ma l’appartamento non è tuo.

— Sono tuo marito.

— E tu stesso hai appena scelto il divorzio.

La suocera intervenne:

— Non puoi semplicemente mandarlo via da casa sua!

Tanya la guardò.

— Questa non è casa sua.

Poi aggiunse con calma:

— Lui qui non è nemmeno registrato.

La cucina cadde nel silenzio totale.

La suocera guardò immediatamente Igor.

— È vero?

Lui evitò il suo sguardo.

Tanya chiuse lentamente la valigia.

Il rumore della cerniera fu l’unico suono nella stanza.

Igor sembrava aver perso tutta la sicurezza di pochi minuti prima.

— Stai davvero distruggendo il nostro matrimonio per un appartamento?

Tanya lo guardò.

— No.

Indicò i documenti dei debiti.

— Sei tu che hai deciso che il nostro matrimonio dipendeva dal fatto che io vendessi l’eredità di mio padre.

— Avevo bisogno del tuo aiuto.

— Avresti potuto chiedermelo.

Tanya continuò:

— Avremmo potuto cercare una soluzione per i tuoi debiti. Ridurre le spese. Parlare con un consulente. Capire cosa potevamo fare insieme.

Poi lo guardò negli occhi.

— Invece hai scelto di minacciarmi con il divorzio.

Igor abbassò lo sguardo.

— Ho sbagliato.

— Sì.

— Possiamo dimenticare quello che ho detto?

Tanya rimase in silenzio.

Poi indicò nuovamente i documenti.

— Prima voglio sapere tutta la verità.

— Quale verità?

— Come hai accumulato questi debiti.

Igor si irrigidì.

Tanya notò immediatamente la sua reazione.

— C’è qualcosa che non mi hai raccontato?

— No.

— Allora non avrai problemi a spiegarmi tutto.

La madre di Igor guardò suo figlio.

Questa volta anche lei sembrava preoccupata.

Tanya spinse la valigia verso la porta.

— Per qualche giorno puoi stare da tua madre.

La suocera aprì la bocca per protestare.

Ma Tanya la precedette:

— In fondo, è stata lei a ricordarci che la famiglia deve aiutarsi.

La donna rimase senza parole.

Igor prese lentamente la valigia.

Prima di uscire si voltò.

— E se riuscissi a sistemare tutto senza vendere il tuo appartamento?

Tanya rispose:

— Allora potremo parlare.

— Del nostro matrimonio?

— Prima delle tue bugie e dei tuoi debiti. Poi vedremo.

Igor uscì.

Sua madre lo seguì.

La porta si chiuse.

Tanya rimase sola nella cucina.

Poco prima Igor le aveva imposto:

«O vendi l’appartamento, oppure divorziamo.»

Era convinto che Tanya avrebbe avuto paura di perderlo.

Invece lei aveva risposto:

«Va bene. Divorzio.»

E quando lui aveva domandato:

«Ma io dove dovrei andare? Non ho niente», Tanya aveva indicato sua madre:

«A casa di tua madre. Ha appena detto che la famiglia deve aiutare i suoi membri.»

Poi era arrivata la frase che aveva fatto calare il silenzio totale:

«Lui qui non è nemmeno registrato.»

Ma Tanya aveva ormai capito che il vero problema non era soltanto l’appartamento.

Prima di decidere se salvare il matrimonio, voleva scoprire perché Igor avesse così tanti debiti e cosa le stesse ancora nascondendo.

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