Giulia prese dolcemente la piccola Sofia tra le braccia.
La bambina rimase inizialmente rigida, poi appoggiò lentamente la testa sulla sua spalla.
Giulia sorrise.
Ma quando la manica di Sofia si spostò leggermente, notò una piccola voglia sulla spalla.
Si bloccò.
— Questo segno…
Suo marito, Andrea, si avvicinò.
— Che succede?
Giulia indicò la voglia con gli occhi lucidi.
— Mia sorella ne aveva una identica.
Sua sorella Elena era scomparsa molti anni prima. La famiglia aveva cercato a lungo di capire che cosa le fosse successo, senza mai ottenere risposte certe.
Andrea le prese la mano.
— Giulia, potrebbe essere solo una coincidenza.
— Lo so. Ma devo capire.
In quel momento la direttrice della casa-famiglia stava controllando il fascicolo della bambina.
A un tratto si fermò su una pagina.
Alzò lo sguardo.
— C’è qualcosa nel suo fascicolo che dovete vedere.
Giulia si avvicinò.
In uno dei documenti più vecchi compariva il nome di una donna collegata a Sofia quando era ancora molto piccola.
Giulia riconobbe subito il cognome.
— Era quello di mia sorella.
La direttrice rimase prudente.
— Questo non prova ancora un legame familiare. Dobbiamo verificare tutto con attenzione.
Giulia guardò Sofia.
Non voleva trasformare la speranza in una certezza troppo presto.
Con l’aiuto dei professionisti responsabili del caso, iniziarono le verifiche necessarie.
Qualche settimana dopo arrivò la conferma.
Sofia era davvero la figlia di Elena.
Giulia scoppiò a piangere.
Molte domande sulla scomparsa della sorella restavano ancora aperte, ma almeno una parte della sua storia era finalmente tornata alla luce.
Quando rivide Sofia, si sedette accanto a lei.
La bambina le prese la mano.
— Tu mi conoscevi già?
Giulia sorrise tra le lacrime.
— Non conoscevo ancora te. Ma cercavo da anni qualcuno che faceva parte della tua storia.
Giulia era entrata in quella casa-famiglia pensando di incontrare una bambina sconosciuta. Ne uscì sapendo di aver ritrovato la figlia della sorella che cercava da anni.